masserie del Salento

Le masserie del Salento: una vacanza tra storia e tradizione

Nate tra il sedicesimo e diciassettesimo secolo, le masserie del Salento (diffuse al Sud,  soprattutto in Puglia) null’altro erano che case rurali padronali fortificate che possono in qualche modo essere considerate alla stregua dei paradores spagnoli o dei Relais & Châteaux francesi.

Moltissime masserie in Salento sono dotate di piscina, e cliccando qui potete richiedere un preventivo tramite Salento.it:

Molte masserie sono utilizzate come splendide location per matrimoni, mentre altre hanno scelto di offrire la formula agriturismo.

Oggi, le masserie si sono mutate in splendidi Resort con formula bed & breakfast o veri e propri agriturismi dove è possibile soggiornare in ambienti totalmente confortevoli e perfettamente arredati, ma dove si respira ancora  l’atmosfera di un tempo accompagnata dalle coccole discrete dell’ospitalità salentina.

Il Salento, terra dei due mari, esposto alle scorrerie e alle invasioni piratesche oltre alle numerosi torri fortificate lungo le coste si difese anche con strutture fortificate nelle campagne.

L’affittimento delle masserie lungo la fascia adriatica che da Otranto arriva fino al territorio di Brindisi, e lungo la fascia ionica, dal Capo di Leuca fino al confine con la provincia di Taranto, testimonia la necessità di ripari sicuri nelle campagne per un lungo arco di tempo che va dal 1400 fino al 1800.

Solitamente la masseria è formata da una ampia aia, una grande casa padronale ed altri ambienti destinati in origine ad ospitare contadini ed animali, il tutto cinto da un muro di protezione.

Tutte diverse ma accomunate da un unico grande pregio:

aver visto nascere, crescere ed evolvere i nostri avi, piccole comunità di contadini che vivevano in quei grandi agglomerati; che si incontravano con gli abitanti delle masserie vicine; che lavoravano, si stancavano, si innamoravano tra quelle mura.

In molti casi e con il passare dei secoli, le strutture originali delle masserie del Salento furono modificate nell’architettura per adattarsi alle esigenze del tempo, snaturando in questo modo l’antico stile con il quale erano state edificate, pur mantenendo intatto lo scopo della loro funzione di case padronali di campagna.

La storia delle masserie è indissolubilmente legata a quella dell’Italia meridionale che è storia travagliata, storia di miseria, di violenza, di sopraffazione, di diritti negati, storia che affonda le sue radici nell’ antichità.

L’origine del termine “Masseria” va infatti ricercata nel concetto di “massa” (in latino classico genericamente “blocco”, “riunione”), con il quale, nel periodo decadente dell’impero romano venivano denominati vasti complessi fondiari formati da grandi aggregati rustici, variamente articolati al loro interno nella gestione e nella conduzione, generalmente di proprietà pubblica o ecclesiastica.

All’interno delle masserie nell’area leccese, dove la coltura dominante era l’ulivo, sono presenti numerosi trappeti sotterranei, ampie strutture ipogee attrezzate per la lavorazione delle olive per la conservazione dell’olio.

Dove invece prevaleva la cerealicoltura sono presenti numerose fosse granarie scavate nella roccia antistanti la torre di difesa.

In territorio di Nardò, dove invece dominava la pastorizia, le masserie presentano ampi spazi recintati che formano un intricato disegno di cortili e muretti in pietra a secco.

Queste strutture rurali rispondevano sempre alle varie esigenze del territorio.

Durante questi secoli di continui capovolgimenti politici, e spesso in situazioni storiche non favorevoli, la masseria è comunque stata per molti uomini centro di polarizzazione dei propri destini, in quanto, intese come centro di aggregazione di lavoratori e delle proprie famiglie, hanno assunto la funzione di un vero e proprio polo per tutte le conoscenze.

Esse, infatti, sono riuscite a far convergere discipline come l’agronomia, l’economia, l’ecologia, l’architettura, l’urbanistica e tante altre, diverse a seconda del contesto in cui ognuna era inserita.

Ultimamente, specialmente in Salento, c’è stato un vero e proprio recupero delle masserie che, perdendo l’originaria funzione legata all’agricoltura, si sono rigenerate per essere dei luoghi di vacanza e relax.

Il territorio poi, permette di sfruttare sia l’ambiente di campagna dove la masseria è solitamente ubicata che il vicino splendido mare cristallino.

Ma in tutte indistintamente si potrà vivere un soggiorno all’insegna di un recupero delle tradizioni di una bellissima terra come si può vedere in questo simpatico Video di Salento web TV, che vi porta alla scoperta di affascinanti ricette culinarie da preparare durante una vacanza in masseria senza rinunciare alle comodità, alla particolarità dell’architettura e a quanto offre il territorio.

Per coloro che non abbiano ancora sperimentato la qualità che può offrire una vacanza in una masseria del Salento, è arrivato il momento di farlo.

L’unico problema? L’imbarazzo della scelta.