Alla Bua: celebre gruppo di musica popolare salentina

In questo video il gruppo di musica popolare degli Alla Bua interpretano Lu Scarparu, una canzone tipica salentina, nella piazza del capoluogo: Lecce.

Gruppo di musica “Alla Bua” storia e canzoni

Ecco i componenti attuali del celebre gruppo di musica popolare salentina degli Alla Bua

  • Luigi Toma detto Gigi, tamburello e voce
  • Irene Toma, voce e oboe
  • Fiore Maggiulli, tamburello e voce
  • Emanuele Massafra, violino
  • Dario Marti, chitarra
  • Francesco Coluccia, fisarmonica

Gli Alla Bua nascono dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina. Si sono formati inizialmente tra le ronde della storica festa di San Rocco a Torrepaduli, nelle notti itineranti del canto pasquale di Santu Lazzaru, nelle tipiche feste delle corti fatte di vino, voci spiegate e incessabili tamburelli.

Tra questi suoni si sono uniti i sei componenti del gruppo, provenienti da vari paesi del Salento (Casarano, Torrepaduli, Collepasso, Supersano fino alla grica Sternatia), con la comune coscienza di sentire propria l’eredità della musica popolare, appresa direttamente nelle proprie case e con la grande passione di suonarla, tramandarla e divulgarla.

Alla Bua, che in griko significa medicina alternativa, o altra cura, ispira l’animo e il suono del gruppo. La cura: nel passato contro il morso velenoso della leggendaria taranta, oggi contro la piattezza della società moderna.

Inoltre Alla Bua era una locuzione utilizzata dagli anziani del Sud Salento (nelle osterie di Alliste e dintorni) per accompagnare i canti di lavoro o d’amore. Parola ripetuta insistentemente, come fosse un mantra, costituiva una sorta di bordone e dunque di sostegno alla voce principale.

Il significato etimologico sembrerebbe provenire dalla lingua grica (dialetto antico tutt’oggi parlato nella zona del Salento detta Grecìa salentina, circoscritta ad una decina di comuni e stranamente ben distante da Alliste).

E’ in questo concetto che si concretizzano lo spirito e il suono del gruppo.

La cura dai mali del passato, quelli provocati dal morso velenoso della leggendaria taranta, i mali di una società stremata dalle difficoltà e dalla povertà che diviene oggi, similmente, una cura contro la frenesia e la piattezza della società moderna.

Una cura dunque che ieri come oggi avviene a suon di pizzica, danza forte, calda e liberatoria.

Negli ultimi anni il repertorio si è arricchito di brani originali composti dagli stessi autori.

I componenti del gruppo provengono da vari paesi del Salento ed hanno tutti la comune coscienza di sentire propria l’eredità della musica popolare con la grande voglia di suonarla, tramandarla e divulgarla, ma anche di farla evolvere in modo del tutto “spontaneo” e creativamente influenzato dalle loro varie radici musicali.

Il successivo percorso del gruppo è stato quello di mantenere le proprie radici musicali e il proprio vigore, e nel contempo ampliare le possibilità sonore acquisendo strumenti melodici, alcuni contemplati dalla tradizione locale come il violino, altri più inconsueti, come l’oboe.

Il gruppo di musica popolare salentina è molto aperto alle collaborazioni anche occasionali, quindi l’insieme strumentale si modifica spesso e può includere l’organetto, la ghironda e vari fiati.

Oltre a condividere la loro matrice popolare, i componenti del gruppo sono forti di provenienze musicali singolarmente disparate, che spaziano dai repertori classico e contemporaneo, rock, antico, jazz, dance e etnico.

Tutto ciò porta ad una riproposizione molto colorita del repertorio tradizionale salentino e ricca di sottigliezze ed energie sempre rinnovate, sebbene scaturite da esecuzioni molto spontanee, liberatorie.

Gli Alla Bua risultano l’unione di tutto ciò che la musica salentina richiede per concretizzare al massimo la sua espressività, carica di un passato (e talvolta anche di un presente) difficile.

Caratteristiche e qualità che, nello sfrenato divertimento di musicisti, ballerini e appassionati che numerosi partecipano ai loro spettacoli, vengono recepite come una vera “altra cura”.

Negli ultimi anni il repertorio degli Alla Bua si è arricchito di brani originali composti dagli stessi componenti, in uno stile a volte molto legato alla tradizione, a volte invece, solo motivato dallo spirito del gruppo e dunque più innovativo e originale.

Sul palco gli Alla Bua rivelano il loro carattere: musica dal ritmo forte, quasi violento, del tamburello di Fiore; intrecci e cascate di note della fisarmonica di Francesco; il vibrato delle armoniche melodie del violino di Emanuele, la certezza della granitica chitarra di Dario; i graffi della voce di Gigi e la contrastante dolcezza di quella di Irene e del suo oboe.

Possiamo concludere che il gruppo sia imperdibile per i fanatici della pizzica e gli “attarantati” in genere (che possono così organizzarsi la propria cura iatromusicale a domicilio, mediante impianto stereo), e che proponga nel contempo un gradevole campionario per chi è interessato ai differenti percorsi della musica del sud in questo momento.

 

Video degli Alla Bua