La differenza fra la “Pizzica” e la “Taranta”

In questo articolo su Salento.it vi spieghiamo l’enorme differenza fra la Pizzica e la Taranta.

La Taranta o Tarantola

La tarantola o taranta è il ragno velenoso dal cui morso la donna salentina diventata una tarantata.

Il veleno entrato in circolazione, provoca stati di forte agitazione sia psichica che motoria, seguita da attacchi epilettici.

In questi casi, il fenomeno del tarantismo deve essere interpretato come il simbolo della frustrazione psichica e sociale della donna salentina.

Non a caso ad essere “le pizzicate o tarantate” erano le donne, che negli anni passati, durante il lavoro nei campi erano le emarginate tra gli emarginati.

Durante il tormento del veleno, si potevano permettere di tutto, anche di mimare amplessi in pubblico, fino a quando San Paolo a Galatina, il protettore delle tarantate, non concedeva la grazia.

Per ottenere la guarigione, le tarantate dovevano recarsi in pellegrinaggio a Galatina, presso la Cappella di San Paolo.

La tradizione voleva che le tarantate, per guarire, dovessero bere l’acqua del pozzo della cappella, ritenuta “miracolosa”.

Il ragno è il simbolo della Madre Terra che riaffiora con i suoi istinti e all’origine ci sono quindi la terra e la taranta, il tamburello e la sua musica primordiale, che serve per guarire le pene della tarantanta.

Lo scenario in cui il rito della danza si svolgeva era un ampio lenzuolo disteso su coperte che copriva il pavimento, e sul lenzuolo, in un angolo, un cestino per la raccolta per le offerte e le immagini dei Santi.

Lo strumento utilizzato per accompagnare il rito del ballo, è il tamburello che viene suonato con una tecnica particolare, dando il ritmo di base, con la percussione, e un caos ordinato, con i sonagli. Oltre ai tamburelli si usavano anche violini, armoniche a bocca e altri strumenti musicali

Maestro incontrastato del tarantismo è stato Luigi Stifani, Mesciu Gigi di Nardò, uno dei primi “guaritori” delle tarantate.

L’esorcismo poteva in ogni caso svolgersi anche in privato, tra le mura domestiche.

Per decenni non si è più parlato di tarantate e riti di esorcismo, perchè erano considerate sinonimo di vergogna e arretratezza culturale.

 

 

 

La Pizzica Pizzica

La pizzica pizzica invece è il ballo, quello per intenderci che si balla in tutte le sagre locali, ed anche alla Notte della Taranta, grande spettacolo di musica popolare salentina.

Ci sono differenti tipi di Pizzica pizzica:

  • PIZZICA TARANTATA
  • PIZZICA DE CORE
  • DANZA DELLE SPADE

 

PIZZICA TARANTATA

Si tratta di una danza terapeutica che ha origine nel rito di guarigione delle tarantate.

La “Pizzica Tarantata” si suonava nel periodo estivo della mietitura, quando le donne salentine, morse della taranta, erano in balia di uno stato di malessere che comprendeva dolori addominali, palpitazioni e sudorazioni, il tutto accompagnato da uno stato di catalessi che le faceva contorcere su se stesse e le faceva strisciare per terra in modo assurdo.

Durante il periodo del 29 giugno si svolgeva presso la cappella di San Paolo a Galatina, Santo protettore di tutti coloro che venivano morsi da animali velenosi.

La tarantata ballava per ore in preda all’epilessia causata dal veleno, fino a quando stremata, stramazzava a terra priva di sensi.

Per farle guarire le famiglie delle Tarantate, chiamavano i suonatori di pizzica, che suonavano ininterrottamente per giorni per scacciare la taranta dal corpo della donna.

Da questa danza frenetica, deriva la parola “Pizzica Tarantata” fatta di passi veloci e giravolte senza sosta che seguono l’incalzante ritmo del tamburello, e la tarantata la ballava fino allo stremo delle forze.

Oggi il tarantismo è in sostanza scomparso ma resta il ricchissimo ricordo culturale fatto di canti, musica e parole che sono stati riscoperti con la Notte della Taranta.

 

 

 

 

PIZZICA DE CORE

La pizzica de core invece rappresenta il rito del corteggiamento tra un uomo e una donna.

In questo ballo una donna balla al ritmo frenetico dei tamburelli e violini sventolando un fazzoletto rosso, il colore della passione.

La Donna poi invita un altro e un altro ancora a suo piacimento, donando il fazzoletto solo a colui che sarà stato in grado di rapirle il cuore assecondando ogni suo desiderio.

L’uomo non può prendere il fazzoletto, senza il consenso dell’amata, ma il tutto si svolge con uno scambio di sguardi, più o meno provocatori.

 

 

La DANZA DELLE SPADE

La Danza delle spade è una originale forma di danza che deriva quasi certamente dai duelli rusticani, che si tenevano quando l’onore e l’orgoglio erano stati feriti.

Nel periodo in cui le faide tra famiglie insanguinavano i paesi, si tenevano in occasione di fiere e mercati, di fronte all’occhio vigile dei paesani.

Questa sorta di danza – scherma veniva combattuta in origine con armi affilatissime, ha poi perso il suo carattere sanguinario, e i coltelli sono stati sostituiti dal dito indice e dal dito medio protesi come una lama.

I movimenti di questa danza simulano proprio un duello, con tanto di provocazioni, affondi e difese.

Bisogna rispettare alcune regole: non voltare mai la schiena all’altro, essere sempre attenti, e tenere bene le distanze.

La danza delle spade si può ammirare il 15 agosto fino all’alba del 16 agosto, di fronte al santuario di San Rocco a Torrepaduli, la frazione di Ruffano, in provincia di Lecce.

Attorno ai duellanti, i turisti curiosi cantano e battono le mani.

 

 

 

Edoardo Winspeare ci spiega la differenza tra la Pizzica e il morso della Taranta

 

I tamburellisti di Torrepaduli ci spiegano la differenza fra il ballo della pizzica e la tarantola.

 

Giuseppe Cavallo dei Mascarimirì ci spiega la differenza fra pizzica e Taranta attraverso la sua canzone “Lu Ballu