Nel giugno del 1959, un’équipe guidata da Ernesto De Martino arriva nel Salento, per girare un documentario sul Tarantismo dal titolo «La terra del rimorso».
La squadra di Ernesto De Martino era formata da: uno psichiatra, uno psicologo, un musicologo e un sociologo, e l’obiettivo era di studiare il tarantismo per capire se fosse una patologia medica oppure altro.
Il gruppo di De Martino raccolse interviste a donne morse dalla taranta, il ragno che morde e avvelena, oltre che assistere dal vivo a Galatina, all’arrivo delle Tarantate durante la festa di San Pietro e Paolo.
Tra il giugno e il luglio del 1959, la mitica spedizione di Ernesto de Martino nei comuni di Nardò, Galatina e Muro Leccese avrebbe consegnato alla storia un documentario che propone il mistero profondo del fenomeno del tarantismo, e la conoscenza delle tradizioni antiche del territorio del Salento.
Ernesto de Martino in realtà si poneva un duplice obiettivo:
- elaborare un’immagine scientificamente fondata del tarantismo
- fare un’analisi delle condizioni del Sud Italia dopo la fine della Seconda guerra mondiale
Dall’analisi delle esperienze vissute in Salento, De Martino vede con i suoi occhi l’esorcismo e la visione di San Paolo, che annuncia ai posseduti l’imminente guarigione.
Inoltre ogni elemento contribuisce a comprendere che le pratiche rituali abbiano la funzione di scongiurare le ansie delle Tarantate, che vivevano un’esistenza segnata dalla povertà e dall’emarginazione.



