introduzione Gallipoli – Salento.it book

3) introduzione Gallipoli

Un vasto borgo di pescatori che d’estate tramuta in una sbalorditiva località turistica sempre in movimento e piena di movida giorno e notte: questa è Gallipoli, un luogo incantato che affiora dalle splendide acque del Mar Ionio, adagiata su un’isoletta a pochi metri dalla costa.

Questa terra deve il suo riconoscimento al meraviglioso litorale su cui è collocata e soprattutto ad un mare che lascia sempre a bocca aperta chiunque lo visiti.

Tra i vari itinerari percorrendo la costa, si possono ammirare alcuni dei luoghi di autentico splendore come Lido Conchiglie, dove si trova in alcuni tratti una costa sabbiosa e in altri una costa rocciosa. La particolarità di questo posto consiste nel trovare alcune sorgenti naturali di acqua dolce che sfociano direttamente  in mare

Rivabella luogo in cui relax e natura si mescolano creando una fusione perfetta; le spiagge popolate dai bagnanti sono fiancheggiate da una rigogliosa pineta.

Collocata nella parte più antica di Gallipoli, abbiamo poi “La Purità”, oggi sempre affollata data la presenza delle antiche mura di cinta che costeggiano il borgo, e nelle vicinanze Lido San Giovanni con il suo limpido mare e le sue incantevoli spiagge bianche.

A sud di Gallipoli si trova Baia Verde Punta della Suina, molto ricercate per l’insolita spiaggia e per la caratteristica del tratto di costa rocciosa, assecondata dalla peculiare vegetazione mediterranea.

Da qui, l’ingresso al mare non è immediato, ma il turista può immergersi in un favoloso angolo di relax creato da fitti e imponenti alberi di pino.

In conclusione, collocata a metà strada tra la Marina di Mancaversa e Gallipoli, si trova la Baia di Punta Pizzo, completamente immersa nella natura.

Il Borgo e il Castello

Passeggiando per Gallipoli, si attraversa in primis il tratto di città moderna, un insieme di vie e palazzi di stampo otto-settecentesco, interrotto a volte, da qualche piazza verdeggiante.

Un’icona significativa del Borgo è Corso Roma, sempre affollata di gente e ricca attività, bar e ristoranti.

Sul piccolo porticciolo poi, il seno del Canneto, ricoperto di variopinte barche di pescatori, si affaccia la fontana greca , che rappresenta,  attraverso tre altorilievi, vari miti classici collegati al tema dell’acqua, ricavati dalle Metamorfosi e la chiesa di S.Maria del Canneto costruita nel XVII secolo, su un edificio più remoto.

Lasciando dietro uno splendido e altissimo palazzo di vetro, si può attraversare il ponte che collega la terraferma all’isola. Questa divisone venne realizzata in passato a scopo difensivo, in età aragonese.

Il Castello sorge nel centro storico della città, nei pressi del ponte che collega la Gallipoli vecchia, racchiusa su un isolotto, a quella nuova.

Risalente al XIII secolo, fu costruito durante il dominio Angioino e negli anni sottoposto a diverse modifiche e ristrutturazioni fino al XVII secolo.

Oggi presenta una base quadrata con quattro torri collocate n corrispondenza degli angoli.

È tutt’ora visibile anche una quinta torre, aggiunta nel corso del XVI sec., e nominata Rivellino. Si tratta di una torre circolare, più bassa e più larga rispetto alle altre, e in posizione rilevante rispetto alla cinta muraria per svolgere la funzione di avanguardia nella difesa.

L’ingresso al Rivellino, è consentito soltanto mediante un ponte levatoio in legno presente ancora oggi.

Attualmente viene utilizzato, durante il periodo estivo, come cinema.

Cosa assaggiare a Gallipoli

La cucina tipica di Gallipoli si associa ai sapori e ai prodotti del mare, elemento naturale che caratterizza il borgo.

Tra i piatti che più simboleggiano la tradizione gallipolina si evidenziano la “scapece”, pietanza consumata durante le feste paesane composto da pesce fritto, pane grattugiato e zafferano, e “lu purpu alla pignata”, polipo lessato in un recipiente di terracotta chiamato, appunto,“pignata”.

Per immergersi completamente in gusti e fragranze tipiche del posto è sicuramente consigliato cominciare dal tour gastronomico dalle bancarelle del mercato del pesce o da qualche locale del centro storico dove ‘è eccezionale l’aperitivo a base di frutti di mare d’ogni più svariato tipo.

Noci, fasolari, vongole e cozze nere che vengono serviti e fatti assaggiare aperti al momento, accompagnati da un delicato calice di vino bianco fresco e leggermente frizzante.

Parliamo di frutti di mare crudi che vanno consumati semplicemente senza un condimento particolare, nel caso con qualche goccia di limone e una leggera spolverata di pepe per esaltare il classico sapore delicato di questi gustosi cibi.

Poi ci sono i frutti di mare cotti, partendo dalle cozze, che ben si legano con spaghetti, linguine, orecchiette fatte in casa, oppure in zuppa con tubettini.

Le  gustosissime zuppe poi,  di pesce da scoglio con scorfani, parasaure, pesci angelo, pescatrici e le fritture miste di paranza con pupilli, alici, trigliette, merluzzetti, totani e gamberetti.

Con il passare degli anni poi si stanno sviluppando nuove ricette terra-mare dove i particolari sapori vegetariani si mescolano a quelli del mare originando primi piatti prelibati.

Alcuni di questi sono : pasta fresca con zucchine (o altre verdure/ortaggi) e gamberetti, ripiene di verdure, legumi con cozze aperte “alla vampa”, orecchiette con fagioli e cozze e tanti altri mix da acquolina in bocca.

E per finire, come dessert, un pasticciotto alla crema o uno spumone, gelato tipico gallipolino.

Il famoso Carnevale di Gallipoli 

A Gallipoli il Carnevale comincia il 17 Gennaio con la “focareddha”, in questo giorno i gallipolini così come nel resto del Salento, nelle principali piazze della città, raccolgono ramoscelli di ulivo, per ricreare la “focareddha”(grande falò)  ed intorno ad essa si celebrano balli e danze come la pizzica, antica danza di origini salentine.

Durante il periodo carnevalesco a Gallipoli, gruppi mascherati girano per le vie della città radunandosi per Corso Roma, la principale icona di Gallipoli, tra coriandoli e scherzi che alimentano lo spirito del carnevale.

Molto diffusa a Gallipoli la maschera di Teodoro “lu Tidoru”. Esiste una storia che lega questa maschera; Teodoro, un giovane ragazzo gallipolino arruolato alle armi, non aveva la possibilità di  tornare nella sua città per passare questi giorni di festa con i suoi familiari.

Grazie alla madre che pregò il buon Dio affinchè suo figlio, potesse ottenere due giorni per festeggiare e godere così, sia della festa, che dell’ abbondanza di cibo, prima che inizi il periodo quaresimale destinato all’ astinenza dal cibo, Teodoro, riuscì a tornare in tempo per festeggiare il Carnevale.

La tradizionale storia racconta inoltre che in quei giorni di festa, Teodoro, si lasciò travolgere esageratamente nei festeggiamenti e soprattutto nel cibo,  riuscì a mangiare in quel martedì grasso così tante salsiccie e polpette che si ingozzo a tal punto da rimanere strozzato dal cibo.

E ogni anno a Gallipoli durante il passaggio dei carri allegorici e delle sfilate in maschera, si assiste alla memoria  di quel tragico avvenimento.