4) introduzione Otranto – Salento.it book
Il luogo più ad est dello stivale, la città dei Martiri, un capolavoro del Salento, un ponte fra Occidente ed Oriente, un territorio ricco di spiagge caraibiche, un luogo immerso nella storia, arte, cultura.
Un comune di 5.600 abitanti che d’estate viene preso di mira per la bellezza dei posti, per l’autenticità del mare e per l’importante ruolo che ricopre all’interno dell’economia e del turismo salentino.
Il nome probabilmente deriva dalla parola Hydruntum, realtivo ad un piccolo fiume che attraversa la valle d’Idro, anche se alcuni ritengono che invece possa derivare dal nome con cui si indicava un’altura che era situata nelle vicinanze del porto, chiamata Odronto.
Del territorio comunale fanno parte anche numerose frazioni anch’esse delle richieste mete turistiche, come Porto Badisco, Fontanelle, Serra Alimini, Frassanito, Conca Specchiulla.
La cattedrale di Otranto
Oggi Otranto si pone ai turisti con la maestosa Cattedrale, portata a termine e aperta al culto nel 1088, a causa della sua considerevole dimensione è da considerarsi la Chiesa più grande di tutta la Puglia.
Al suo interno si divide in 9 navate e 72 colonne con capitelli in stile ionico, corinzio, bizantino ed islamico ed è accessibile attraverso due scalinate collocate all’interno cattedrale.
Sulla navata destra sono conservati in 7 grandi vetrine i resti degli 800 Martiri di Otranto, assassinati dai turchi sul colle Minerva per aver rinnegato la fede islamica.
Dietro l’altare è posto, invece, il sasso utilizzato per la decapitazione dei martiri
Ma la peculiarità più importante dell’intera Cattedrale è senza dubbio il Mosaico Pavimentale raffigurante “l’Albero della Vita”, che ricopre interamente tutta la navata principale. Il mosaico fu realizzato dal monaco Pantaleone e si compone di oltre 600.000 pezzi di composizione calcarea.
La storia dei Santi Martiri di Otranto
Il 28 luglio del 1480 la città di Otranto fu invasa da 18mila Turchi Ottomani a bordo di una flotta composta da 150 navi. Essi invasero la città approdando in quella che oggi è cosi chiamata Baia dei Turchi e la saccheggiarono barbaramente.
L’assedio di Otranto fu tremendo: molti otrantini, rifugiatasi all’interno delle mura della città, perirono sotto i colpi di artiglieria, conferiti con estrema violenza e senza alcuna pietà. Dopo due settimane di assedio, i Turchi riuscirono finalmente a creare una breccia nelle mura.
Molta gente, uomini, donne e bambini furono uccisi, mutilati e violentati. Alcuni di essi furono portati direttamente in Turchia.
Gli otrantini opposero resistenza fino allo stremo delle loro forze, ma alla fine dovettero cedere di fronte alle cattiverie ed alla violenza dei loro nemici.
Era il 14 agosto 1480 quando la battaglia ebbe fine. Acmet Pascià, il mandante dei Turchi, ordinò che sul colle della Minerva fossero condotti tutti gli abitanti di sesso maschile della città che avessero un’età superiore ai 15 anni.
A tutti i prigionieri, dunque, il comandante propose di rinnegare la loro fede cristiana e di convertirsi all’Islam.
Di questi, 800 furono si rifiutarono categoricamente.
Una scelta che costò loro la vita, furono decapitati su un grande masso che, oggi, è esposto nella Cattedrale dell’Annunziata, dove oggi sono visibili anche i resti ossei dei martiri.
Peraltro, tradizione vuole che il primo ad essere giustiziato fu Antonio Primaldo, la leggenda narra che rimase in piedi sino alla fine della decapitazione di tutti gli otrantini.
Il castello Aragonese e il piccolo borgo Otrantino
Ma oltre alla Cattedrale, Otranto dispone anche della meravigliosa visione del Castello Aragonese, assieme alle torri, i bastioni e le mura.
La città dopo l’invasione fu infatti completamente fortificata proprio per difendersi dagli attacchi nemici.
Il vecchio borgo presenta strette strade realizzate in pietra viva, che si snodano a serpentina tra le case, oggi in gran parte adibite ad ospitare numerosi e caratteristici negozietti e attività enogastronomiche.
Il porto, invece, si trova lungo la costa bassa, la sua rilevanza negli scambi con l’Oriente è testimoniata da molti documenti storici, anche se oggi ospita solo piccole imbarcazioni e pescherecci.
Il mare e le spiagge di Otranto
Otranto, è la località ideale per chi cerca una vacanza all’insegna del mare, della natura e del relax.
La città è fiancheggiata a nord e a sud da una lunga costa di straordinaria bellezza, che offre decine di spiagge, approdi e grotte incantevoli. Vi sono inoltre molti lidi attrezzati e calette di facile accesso per tutti.
Proprio a due passi dal centro storico di Otranto c’è la spiaggia degli Scaloni, così chiamata per la presenza di grossi gradoni che la separano dal mare, dove si può trovare un’area attrezzata con ombrelloni e lettini e un’ampia spiaggia libera.
Vicino al Faro di Porto Craulo, si trova la spiaggia La Punta, un’ampia baia con sabbia bianca, con la presenza di alcuni scogli e con fondali bassi, adatti anche ai bambini. Poco più a nord è collocata La Castellana, un lido attrezzato che si affaccia su due calette naturali.
Un’altra meraviglia è sicuramente la Baia del Mulino d’Acqua Si tratta di una spiaggia paradisiaca di sabbia fine, protetta alle spalle da una scogliera a strapiombo sul mare. La sua forma la rende un luogo poco ventoso, perchè le scogliere la proteggono completamente dai venti di scirocco.
Si tratta di un’oasi naturale costituita da 4 grotte, tre delle quale sono collegate tra loro da un tunnel che si può facilmente percorrere a nuoto.
La quarta è una grotta chiamata Sfondata, in quanto priva di copertura: una piscina naturale davvero incantevole nella quale abbandonarsi ad un piacevole momento di relax.
Poco oltre l’attenzione ricade sulla bella spiaggia di Santo Stefano caratterizzata dai resti dall’omonima torre cinquecentesca e su cui si affaccia il resort Le Cale di Otranto.
Allontanandosi ancora dalla città verso nord, a circa sette chilometri si trova una delle spiagge di sabbia più belle di Otranto.
La spiaggia di Baia dei Turchi è un tesoro naturalistico inserita dal FAI tra i 100 posti da salvaguardare in Italia.
La Baia dei Turchi è chiamata così perché qui scelse di sbarcare l’esercito ottomano durante l’assedio della città, nel 1480, aggirandone le imponenti mura.
Essa è caratterizzata da acqua limpida e cristallina che riesce a sbalordire chiunque si trovi.
La baia è un susseguirsi di calette sabbiose alternate a tratti di bassa scogliera, riparata dall’imponente pineta. Nonostante sia una zona piuttosto selvaggia, c’è anche uno stabilimento balneare, che offre tutti i comfort per godere a pieno di una giornata al mare.
La baia è quasi confinante con un altro paradiso dai colori caraibici, la spiaggia di Alimini, con i due affascinanti laghi che si trovano proprio alle spalle della lunga spiaggia.
I Laghi Alimini sono due bacini naturali che si trovano all’interno di un’oasi naturalistica protetta di circa 1000 ettari situata a pochi chilometri da Otranto. Conosciuti come Alimini Grande e Alimini Piccolo, questi due laghi e tutto l’ambiente circostante sono un sito di grande bellezza e interesse dal punto di vista della flora e della fauna.
Il nome di questi laghi deriva dal greco bizantino “limne” che significa proprio lago o palude.
I due specchi d’acqua sono collegati tra loro da un canale, detto Lu Strittu, e sono circondati da una pineta e da vegetazione della macchia mediterranea. Nella zona vicino i laghi, inoltre, si trovano splendide spiagge bagnate da un mare cristallino come la Baia dei Turchi.
Il Lago Alimini Grande si estende per circa 2 km e mezzo, ha una profondità di 4 metri ed è in comunicazione con il mare, per questo la sua acqua è salata.
Grazie a questo Alimini Grande consente la pesca di animali marini e molluschi. Alimini Piccolo, invece, è noto anche come Fontanelle, si estende per circa 2 km ed è profondo un metro e mezzo.
Cava di Bauxite
La cava di bauxite di Otranto è uno dei luoghi da visitare assolutamente nel Salento. Questa zona della Puglia rinomata soprattutto per il mare e le spiagge da sogno, nasconde gioielli come questo, che pochi conoscono.
La cava di bauxite, oggi inattiva, si trova vicino a Otranto, nella zona del faro di Punta Palascia e del Monte Sant’Angelo.
Il paesaggio è davvero spettacolare: immerso tra le rocce color rosso acceso sorge un laghetto verde smeraldo, il cui contrasto con il rosso delle pareti rocciose e il con paesaggio circostante, con il verde brillante della vegetazione e il blu del cielo, rende questo luogo un capolavoro della natura. Il lago si è formato probabilmente per via delle infiltrazioni d’acqua provenienti dalle falde presenti nei dintorni.
La cava è un’area dismessa, raggiungibile da tutti senza restrizioni.
La bauxite è un minerale impiegato per produrre alluminio: la sua estrazione nella cava di Otranto è cominciata 1940 ed è terminata nel 1976.
Da allora il sito è stato abbandonato, senza aver eseguito alcun tipo di recupero, e dunque la visita va eseguita con la massima attenzione.
Il lago, sebbene affascinante, non è adatto per fare il bagno: meglio preferire le splendide spiagge del Salento.



